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Proseguendo la sua politica contro i prodotti cinesi, la Federal Communications Commission (FCC) degli Stati Uniti ha dichiarato che i prodotti ZTE rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale. Senza dati, la commissione si riunirà il 10 dicembre per preparare i parametri che definiranno i dispositivi vietati nel Paese.

Il presidente della FCC, che funziona come un ANATEL negli Stati Uniti, ha commentato sul suo account Twitter il motivo. Ajit Pai ha affermato che i prodotti cinesi sono fabbricati secondo una legge che dà loro accesso alle informazioni e alla raccolta di dati che possono collaborare con l’intelligence del governo cinese. Il fatto si aggiunge alle sanzioni applicate a Huawei, come accusa l'ente americano aziende di spionaggio.

In risposta, ZTE ha negato le accuse riguardanti i suoi telefoni cellulari 5G. L'azienda ha inoltre affermato di fornire apparecchiature sicure e pienamente conformi alle leggi statunitensi. 

La mossa della FCC ha chiari toni di protezionismo economico. Ciò è dovuto al fatto che diversi operatori rurali negli Stati Uniti utilizzano dispositivi cinesi nei loro servizi a causa del prezzo accessibile. Inoltre, Ajit Pai ha appoggiato la richiesta al Congresso di mettere a disposizione fondi per sostituire questi smartphone con altri che non costituiscano una minaccia per la sicurezza nazionale, come spiegato dal Giornale Bloomberg.

Situazione complessa

Per comprendere meglio il contesto di questa accusa, è necessario esaminare alcuni punti. Il primo di questi riguarda Trump. L’attuale presidente continua a esercitare il suo ruolo, pertanto l’atto è un riflesso delle varie azioni politiche trumpiste contro la Cina. Un altro fatto importante è che Ajit Pai è stato nominato presidente della FCC dallo stesso Trump e il suo insediamento è stato approvato dal Senato. Ajit ha un background protezionista. Notoriamente si oppose alle misure di neutralità della rete negli Stati Uniti, schierandosi con i vettori. 

L’affermazione secondo cui ZTE rappresenta una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti potrebbe essere stata l’ultimo sussulto del trumpismo. Joe Biden, che entrerà in carica nel 2021, ha già affermato che intende adottare una posizione più stabile e diplomatica nei confronti della Cina e che potrebbe eliminare alcune, se non tutte, le tariffe commerciali applicate ai prodotti cinesi.

via GSM Arena.